|
Ritenuta la panacea di tutti i mali, il migliore strumento per incoraggiare investimenti esteri e consumi interni, la cosiddetta flat tax, applicata in vari Paesi del sudest europeo, non sembra poi aver dato i risultati sperati, sollevando l´idea di una revisione e di un ritorno alla tassazione progressiva, scrive Setimes.
L´Albania ha introdotto la flat - tax nel 2007, sull´esempio della Serbia che nel 2003 introdusse l´aliquota unica del 14 per cento; a seguire la stessa strada sono poi stati Bosnia - Erzegovina (10 per cento), Romania (16 per cento), la Bulgaria, il Montenegro (15 per cento). A quasi dieci anni dalle prime applicazioni, giunto il momento di valutare l´efficacia complessiva del provvedimento, non sembra però che i risultati in termini di contributo a crescita, investimenti, occupazione e raccolta fiscale siano stati quelli desiderati. L´introduzione della flat tax, in Albania e altrove, avvenne in un momento in cui i Paesi della regione si trovavano a dover competere con prelivei fiscali particolarmente bassi nell´UE e nell´OSCE sui profitti d´impresa: l´introduzione del provvedimento puntava a stimolare gli investimenti esteri diretti e i consumi, soprattutto quelli delle classi a medio e alto reddito. I sostenitori della flat tax sottolineano come questa abbia semplificato il sistema fiscale, risultando di conseguenza anche un efficace strumento di lotta alla corruzione; investimenti, esportazioni, occupazione e reddito dei cittadini ne hanno sicuramente beneficiato. Il provvedimento, introdotto in Albania dai democratici (ma in genere si tratta di una misura propria dei Governi di centro - destra, o comunque di orientamento più liberista), trova invece l´opposizione dei socialisti che hanno già annunciato, in caso di vittoria delle elezioni 2013, il ritorno all´imposizione progressiva, ponendo l´accento sulla sostanziale iniquità dell´aliquota unica. Alcuni esperti sottolineano inoltre che la misura abbia trasferito il peso del prelievo fiscale dalle imprese agli individui: l´introduzione del provvedimento ha infatti portato a una crescita vicina al 100 per cento per le tasse dei lavoratori del settore pubblico e privato; le entrate fiscali per lo Stato sono aumentate, ma l´incremento è arrivato soprattutto dai redditi bassi e medi. I sostenitori della flat tax sottolineano che la riduzione del peso fiscale per le aziende si è tradotto in maggiori risorse disponibili per le imprese, che hanno così potuto investire, esportare, favorire l´occupazione e quindi produrre comunque benefici per i redditi dei cittadini; i contrari mettono in evidenza che le vere beneficiarie del provvedimento sono state soprattutto le grandi imprese.
Marcello Berlich - by Setimes.Com |