domenica, Gennaio 17, 2021

Coronavirus, quando si è veramente contagiosi?

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L’argomento è sempre lo stesso. Coronavirus, sua diffusione e pericolosità . Secondo diversi studi e scuole di pensiero, i più pericolosi in questo senso restano gli asintomatici. Persone che hanno il virus, ma che non manifesteranno mai chiari segnali della malattia. Escono normalmente, si “mischiano” tra le persone e sono i maggiori “untori” del morbo. Peggio ancora, spesso non si sottopongono nemmeno a tampone o test sierologico. Anche se si sono “trovati” in zone ad alto rischio contagio. Non trascuriamo però anche coloro che hanno il morbo e non solo, ossi che sono palesemente affetti dal Covid 19. Cerchiamo di comprendere quando sono effettivamente contagiosi.

Coronavirus: se lo conosci, lo eviti?

Secondo uno studio condotto da Luca Ferretti del Nuffield Department of Medicine dell’università di Oxford, il periodo di maggiore contagiosità è nella cosiddetta fase asintomatica. In effetti potrebbe essere di 5 giorni o anche 15 a seconda della persona. Il periodo dei 15 giorni della suddetta incubazione poi, può essere utile per verificare dove effettivamente il soggetto ha contratto il Coronavirus. Durante i primi giorni di manifestazione chiara del Covid 19, il paziente diventa potenzialmente contagioso. Risulta fondamentale in questi casi mantenere le distanze e indossare sempre la mascherina. L’isolamento, per ora, è “l’arma consigliata” per evitare nuove diffusioni. Resta di vitale importanza scaricare app Immuni per verificare la presenza di soggetti potenzialmente a rischio nell’area di frequentazione. Certo non “disturba” la privacy in quanto chi è coinvolto resta di identità anonima. Al momento pochissimi, pare meno del 10% degli italiani, hanno scaricato o utilizzano app dedicate. Unica arma di difesa rimane quindi la prevenzione. E, naturalmente, la prudenza.

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