domenica, Settembre 20, 2020

Lusso, si riparte dalla Cina

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La prima parte del 2020, si sa, ha caratterizzato una battuta d’arresto per le vendita e l’economia in tutta Europa. Diversamente, tra gennaio e febbraio, la Cina dopo l’incubo Coronavirus e lockdowwn, stava cominciando a “rialzarsi” e a sfoggiare le nuove creazioni. In ogni campo, in ogni settore. Fu proprio quello il periodo del “disastro” in tal senso per il vecchio continente. Successivamente in tutto il mondo. Basti pensare che il famigerato marchio Gucci ha registrato in quel periodo un calo nelle vendite di circa il 41% nella sola Europa.

Lusso, si ripartirà davvero dopo il calo globale?

La domanda sorge dunque spontanea. Dopo il crollo, seguirà davvero una netta ripresa? Su questo gli esperti dei maggiori brand di lusso sono concordi. La domanda è stata alta, la ripresa purtroppo lenta. Con la chiusura forzata sfortunatamente si è dato poco spazio alle nuove produzioni. In Cina le cose sono andate nettamente meglio. Mentre in Europa si combatteva per restare a galla, soprattutto per i marchi di lusso, in Cina si registrava un incremento costante. Lì le vendite di moda e brand costosi sono aumentate di circa il 60%. Marche come Tiffany e Nike hanno risentito di pochissimo in quell’area degli effetti della crisi globale. In generale si stima che il declino che ha caratterizzato i primi mesi del 2020, andrà pian piano scemando con la fine dell’anno. Almeno stiamo parlando delle grandi marche. A perderci saranno soprattutto le meno conosciute i cui creatori dovranno mettere in mostra prodotti davvero particolari per restare a galla.

Compravendita di beni di lusso, si riparte dall’oriente

Oltre il 35% della domanda proviene dalla Cina. Si acquista in loco e on line. In merito al primo punto, questo rende ancora più difficile fare acquisti per gli occidentali. Per il secondo punto, la richiesta è salita a dismisura. In oriente, dove resta maggiore la percentuale di acquisti soprattutto per beni di lusso, e in occidente. Si registra in media una palese differenza. Il marchio l’Oreal nella vendita on line nella sola Cina ha registrato un incremento di circa il 60%. Basti pensare che solo l’anno prima era di circa il 7 o 8%.

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