sabato, Ottobre 31, 2020

Oltre 400 cetacei spiaggiati. Episodio tra i più gravi degli ultimi decenni. Ecco dove

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Circa 450 cetacei della famiglia dei delfini si sono arenati su una spiaggia dell’isola della Tasmania, a sud dell’Australia negli ultimi giorni. Di questi, purtroppo, 380 sono morti, una cinquantina sono stati rimessi in mare e una trentina sono ancora spiaggiati. E’ il più grave episodio di questo tipo avvenuto in Australia.
Inizialmente erano stati avvistati solo la metà dei cetacei, spiaggiati vicino alla città di Strahan. Mercoledì sono stati scoperti altri 200 a una decina di chilometri di distanza.
I soccorsi sono ancora in corso per i pochi esemplari rimasti in vita sulla spiaggia. Prima di essere rimessi in mare sono stati dotati di un piccolo localizzatore per tenerli sotto controllo e prevenire ulteriori spiaggiamenti.
E’ un mistero ancora oggi la causa di questi fenomeni di spiaggiamento massivo di cetacei. Simili episodi possono dipendere da diversi fattori, principalmente naturali e legati in generale alla perdita dell’orientamento. Negli anni sono state ipotizzate anche cause di natura artificiale, come l’utilizzo dei “sonar” da parte delle navi o l’innalzamento delle temperature dei mari, ma il nesso causale è ancora da provare.

Cetacei spiaggiati, quanto c’entra l’uomo?

Sappiamo, grazie a diversi reperti fossili ritrovati negli anni passati, che fatti simili sono avvenuti ben prima della presenza dell’uomo. Da quando sono disponibili testimonianze affidabili a riguardo, sembra che il più esteso spiaggiamento di cetacei sia avvenuto in Nuova Zelanda ne 1918. All’epoca furono ritrovati morti un migliaio di cetacei della stessa famiglia di quelli spiaggiati in questi giorni in Australia. Altri due episodi simili per dimensione sono avvenuti in Tasmania negli anni 30 e in Australia nel 2017 con oltre 300 esemplari periti.

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