Tuesday, April 6, 2021

Coronavirus, aumento enorme del lavoro in nero: l’allarme della Cgia

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La diffusione della pandemia di coronavirus ha comportato un notevole recesso dell’economia anche in Italia, con grosse problematiche nel mondo del lavoro. Entro la fine del 2020 sono circa 3,6 i milioni di lavoratori che rischiano di ritrovarsi disoccupati a causa del Covid-19. Un numero davvero enorme, che va inevitabilmente a favorire la cosiddetta “economia sommersa” che funge da argine agli esuberi.

Per farla breve, la situazione attuale non farà altro che accrescere il lavoro nero, con gli ultimi dati che certificano come 3,3 milioni di persone lavorino in nero, di cui il 38% nelle Regioni del Sud Italia. E’ un quadro molto preoccupante, quello mostrato dalla Cgia, la Confederazione Generale Italiana degli Artigiani.

Il fenomeno che si sta verificando è sostanzialmente questo, con tantissime persone che si ritrovano senza più un’occupazione stabile e pertanto accettano un posto di lavoro irregolare (in nero, appunto), con una paga piuttosto modesta. Qualche centinaio di euro, senza nessun tipo di tutela: niente versamento di imposte, nè tantomeno contributi previdenziali e assicurativi.

L’avvertimento della Cgia: “Contrazione PIL sarà doppia rispetto al 2009”

In questo modo il lavoro irregolare si espanderà a macchia d’olio, e le previsioni per il futuro non sono affatto positive. La Cgia sostiene inoltre che a livello politico questo segnale non venga colto. “Quest’anno, se le cose andranno bene – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – la contrazione del Pil sarà del 10 per cento: una riduzione quasi doppia rispetto a quella registrata nel 2009″, considerato ancora oggi come l’annus horribilis per l’economia italiana degli ultimi 75 anni.

Uno scenario che non farà altro che aumentare il già gigantesco numero degli invisibili, che ogni giorno si recano nei campi, nelle fabbriche o anche in casa, sottopagati e senza alcun tipo di contratto. Basti pensare che solo nel Mezzogiorno, stando ai dati Cgia, il valore aggiunto generato dall’economia sommersa è pari a 26,8 miliardi di euro, il 34% del dato nazionale.

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