sabato, Gennaio 16, 2021

Multa salata per H&M per violazione dei diritti dei lavoratori

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La multinazionale H&M è stata condannata al pagamento di una multa di 35 milioni di euro rea di avere spiato diverse centinaia di dipendenti in un centro assistenza clienti di Norimberga, in Germania.
La vicenda risalirebbe al 2014. Eppure solo oggi si è arrivati alla conclusione dell’iter legale per difendere i diritti dei lavoratori. La commissione per la protezione della privacy e della libertà di informazione di Amburgo, ha riferito che H&M avrebbe raccolto molte registrazioni delle circostanze della vita privata dei dipendenti.
Le informazioni, sarebbero state registrate digitalmente in un sistema, a disposizione dei manager dell’azienda di abbigliamento.
La società proprietaria del marchio ha preso le distanze dalla delicata vicenda avvenuta a Norimberga. In un comunicato fa sapere che l’incidente ha rivelato pratiche per il trattamento dei dati personali dei dipendenti che non sono in linea con il regolamento e le istruzioni di H&M

H&M le “scuse” dell’azienda


I vertici dell’azienda svedese si sono scusati con i dipendenti offesi, assumendosi piena responsabilità per la violazione della loro privacy e disponendo un risarcimento adeguato. In futuro, secondo la dirigenza, H&M adotterà nuove misure per impedire che si ripetano simili abusi .
La notizia della multa di comminata a H&M arriva a poche ore dalla decisione della Compagnia di chiudere il 5% dei punti vendita entro la fine del 2021. E’ prevista la chiusura di 250 negozi a marchio unico nel 2021 che si aggiungeranno ai 50 chiusi quest’anno.
L’annuncio delle nuove chiusure è arrivato in concomitanza con il report del trimestre giugno-agosto, terminato con un utile in calo del 50% causa Covid rispetto allo stesso periodo del 2019.
Le vendite, dichiara l’azienda, sono state influenzate negativamente dall’emergenza sanitaria globale, sottolineando come che a inizio del trimestre 900 negozi siano rimasti chiusi. Il colosso dell’abbigliamento ha rilevato, tuttavia, un aumento delle vendite online dei oltre il 30% dall’inizio del contagio. Tali vendite rappresentano ormai il 25% del fatturato totale di gruppo.

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