sabato, Ottobre 31, 2020

Twitter rimuove 130 account collegati all’Iran durante il dibattito Trump-Biden

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In una dichiarazione pubblicata mercoledì, Twitter ha comunicato di aver rimosso 130 account che stavano tentando di interrompere la conversazione pubblica durante il dibattito tra il presidente Donald Trump e il democratico Joe Biden, che si sfideranno nelle elezioni presidenziali di novembre.

Twitter ha rimosso gli account, che sembravano provenire dall’Iran, “sulla base di informazioni” fornite dal Federal Bureau of Investigation (FBI) degli Stati Uniti, come riportato nel tweet del social network.

“Sulla base delle informazioni fornite dall’FBI, ieri sera abbiamo rimosso circa 130 account che sembravano avere origine in Iran. Stavano tentando di interrompere la conversazione pubblica durante il dibattito presidenziale degli Stati Uniti”, si legge nel tweet.

Gli account hanno avuto un coinvolgimento molto basso e non hanno avuto un impatto sulla conversazione pubblica, ha affermato il gigante dei social media, aggiungendo che gli account stessi e il loro contenuto saranno pubblicati per intero una volta completata l’indagine.

La scorsa settimana Twitter e Facebook hanno rimosso altri 350 account 

La scorsa settimana, Twitter ha affermato di aver collaborato con Facebook (che è stata fortemente criticata per le “disattenzioni” del 2016, ndr) per identificare e rimuovere 350 account che potrebbero essere utilizzati dai servizi di intelligence russi per divulgare documenti compromessi: anche in questo caso l’obiettivo degli hacker sarebbero le imminenti elezioni statunitensi.

Entrambe le società hanno affermato che una delle reti è stata identificata a seguito di un suggerimento dell’FBI, che ha poi precisato come sia altamente probabile che attori stranieri e criminali informatici diffondano una notevole mole di contenuti scorretti e facciano disinformazione in merito alle elezioni del 3 novembre.

Negli ultimi due anni, a partire dalle elezioni di medio termine negli Stati Uniti del 2018, gli alti funzionari dell’intelligence statunitense hanno più volte previsto che gli hacker associati a Russia, Cina, Iran e Corea del Nord avrebbero tentato di prendere di mira le elezioni presidenziali statunitensi del 2020.

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