Tuesday, April 6, 2021

Covid 19, l’attesa per il vaccino. Le domande e le risposte

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In attesa del vaccino anti-Covid 19. Molte sono le domande poste agli addetti ai lavori. Si parla della tempistica e della modalità di distribuzione del nuovo vaccino. Entro il 29 dicembre dovrebbero giungere le risposte attese.
Si attende l’ok dell’Agenzia Europea del Farmaco. Successivamente sarà la Commissione Europea a dare il via libera ai piani dei governi. Occorrerà per l’inizio della distribuzione delle prime dosi. Dovrebbe avvenire tutto nel primo trimestre del 2021. L’auspicio è che la distribuzione possa partire contemporaneamente in tutte le nazioni europee.

Covid 19, il vaccino. Le prime “cavie”

Le categorie prioritarie sono gli operatori sociosanitari, gli anziani sopra gli 80 anni, il personale e gli ospiti delle RSA sul territorio nazionale. Si parla di 6.500.000 soggetti rientranti in queste categorie. Sono stati selezionati 300 siti dove sarà consegnata e somministrata, tramite unità mobili, la prima partita di 3.400.000 dosi del vaccino prodotto dal colosso farmaceutico Pfizer.
Per il monitoraggio individuale, sarà realizzata un’ App da scaricare sul proprio smartphone. Permetterà di prenotarsi e monitorare eventuali effetti collaterali tramite un sistema di farmacovigilanza. L’applicazione successivamente, avviserà il soggetto sulla data del richiamo. Poste Italiane ed Eni stanno collaborando in prima persona all’implementazione dell’app. La rete di prenotazione e monitoraggio è un molto complessa. Sarà composta da diversi componenti che opereranno in simbiosi. Un call center, un sistema di tracciabilità tramite il cellulare e la rete GPS. Infine un sistema automatico di alimentazione dei sistemi informativi delle regioni e del ministero della salute.

Vaccino, servirà “una mano da tutti”

La finalità è quella di implementare un’anagrafe dei vaccini analoga a quella che c’è per tutti quelli somministrati sul territorio italiano. Il ministero della Salute ha calcolato che serviranno almeno ventimila persone- Saranno medici, infermieri, assistenti sanitari, operatori sociosanitari, personale amministrativo e anche specializzandi per la somministrazione nella fase uno. È in valutazione la possibilità che anche i dottori in pensione possano dare un contributo. Servirà per alleggerire il lavoro del personale degli enti locali, oltre al contributo degli specializzandi e delle farmacie.

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